Il compito di un allevatore

Esiste una teoria Darwiniana la quale spiega che gruppi di organismi di una stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo attraverso un processo di selezione naturale. Gli individui di una popolazione umana o animale che sia, sono in competizione tra loro per le risorse naturali e in questa lotta per la sopravvivenza, l'ambiente stesso opera una selezione, detta selezione naturale. 

Con tale selezione vengono eliminati gli individui più deboli, cioè quelli che, per loro caratteristiche sono meno adatti a sopravvivere a determinate condizioni ambientali. Solo i più adatti sopravvivono e trasmettono i loro geni e quindi i loro caratteri ai figli. 
Nell'allevare, l'allevatore stesso opera in aggiunta a quella che abbiamo appena definito selezione naturale, unaselezione artificiale, scegliendo chi far riprodurre e quali cuccioli destinare alla riproduzione. 
Questa lettera è scritta come strumento di discussione ed è rivolta a chiunque allevi gatti o animali di altro genere.
Queste poche righe non vogliono essere polemiche, quanto offrire uno o più spunti di riflessione sulla situazione attuale degli allevatori di gatti di razza Ragdoll. 
Sia io che alcuni miei colleghi (allevatori) riteniamo che oggi siano veramente in troppi a ritenersi "veri allevatori" e che in tanti stiano selezionando in modo alquanto erroneo questa meravigliosa razza felina. 
La domanda primaria che quindi ci poniamo è:
Cosa stiamo selezionando in Italia se ormai quasi tutti gli allevatori cedono gatti con pedigree chiuso e quindi da sterilizzare?
Ed ancor peggio... il secondo interrogativo è:
Con quale criterio certi allevatori cedono cuccioli già sterilizzati a 3 mesi o poco più?
Partiamo appunto dal presupposto iniziale che ogni specie (inclusa quella umana) sia soggetta a una selezione naturale. 

Che tipo di razza selezioniamo se impediamo ai cuccioli dei nostri stessi gatti di riprodursi?

Ogni volta che nasce una cucciolata, viene adoperata una iniziale selezione naturale mediante la quale solo i cuccioli più forti sopravvivono. Una seconda selezione (quella operata dagli allevatori), prevede che in base allo standard di razza si debbano selezionare i piccoli in:
- cuccioli da compagnia;
- cuccioli da riproduzione;
- cuccioli da riproduzione ed esposizione. 
Ora di queste categorie sopra elencate, i cuccioli da compagnia avendo "errori" come: difetti nel marking, strabismo, problemi strutturali, nodi alla coda, ecc... dovranno obbligatoriamente essere sterilizzati. Ma perché quindi molti allevatori cedono con obbligo di sterilizzazione anche i cuccioli da riproduzione o da riproduzione ed esposizione? Non è per merito di queste due categorie che la selezione dei Ragdolls dovrebbe proseguire? Certo bisogna riflettere sul fatto che non tutti possono o devono allevare, anche perché allevare è veramente un lavoro lungo e impegnativo che comporta: impegno energetico ed economico notevoli. La chiave per poter allevare, così come per il buon esito di ogni lavoro è la passione. 
DOVE SI ALLEVANO I RAGDOLLS. . . Un altro punto molto importante su cui riflettere è dato da dove vengono tenuti i Ragdolls allevati! Quasi tutti gli allevatori negano e/o negheranno di usare vere e proprie gabbie dove tengono i loro esemplari. Peccato che anche questo per molti non corrisponda a verità, poichè in tanti allevamenti e in varie abitazioni queste straordinarie creature vengono tenute in vere e proprie gabbie. Siamo veramente in pochi a tenere i nostri amici a 4 zampe liberi per casa o a concedergli il beneficio di vivere almeno in comode stanze adeguatamente strutturate per loro. 
TEST E MALATTIE. . . Altra questione molto importante per la quale in Italia c'è un "dibattito acceso" riguarda i test ai quali i Ragdolls vengono sottoposti e le loro eventuali malattie. A questo proposito parliamo principalmente di:FELV, FIV, FIP, PKD, HCM, TOXOPLASMOSI e FILARIA. 
Andiamo per ordine: per la Felv (leucemia felina) e la Fiv (AIDS felina) tutti i riproduttori di un allevamento devono essere testati (per entrambe). Per la Felv esiste anche un vaccino. Esse sono entrambe patologie mortali, contro le quali non ci sono vere cure o rimedi. Gli animali che sono affetti da una di esse purtroppo muoiono in giovane età. 
Per la Fip (peritonite infettiva felina) anche testando tutti i riproduttori, non esiste ancora in Italia un test che ne dia esito attendibile al 100% e purtroppo per i gatti malati di Fip non ci sono molte speranze nonostante le cure comunemente suggerite tramite"interferone". 
Bisogna tuttavia considerare che la Fip è una patologia d'allevamento e tantissimi gatti(sia Ragdoll che di ogni altra razza) ne sono portatori sani per diversi anni della loro vita, se non per tutta la loro vita senza magari mai manifestarla come malattia. Teniamo inoltre presente che il tasso di mortalità per Fip è pari a circa il 9% dell'intera popolazione felina.
Le domande spontanee sulla quale riflettere è: È necessario ed opportuno far sterilizzare tutti i gatti Fip positivi? Ovvero portatori sani di Fip? Crediamo che questo sia necessario ed utile alla selezione di ogni razza?
Il PKD o policisti renale è una patologia che colpisce i persiani o gli exotic shorthair ma estranea alla razza Ragdoll. 
Quindi: è necessario far testare ogni riproduttore di razza Ragdoll per il PKD?
Parlando di toxoplasmosi dobbiamo dire che difficilmente un gatto domestico può attaccarla all'uomo ed è praticamente impossibile che un gatto di razza come il Ragdoll, nato e abituato a vivere tra le mura domestiche possa averla e contagiare altri gatti o esseri umani. 
La filaria, provocata dalle zanzare, può colpire i nostri gatti. Quindi nelle zone dove sappiamo essere presenti le zanzare, è meglio trattare ogni nostro micio con compresse o tavolette masticabili a base di "ivermectina". 
E parliamo infine dell'HCM felina, meglio identificata con il nome di "cardiomiopatia ipertrofica". È sicuramente importante per noi allevatori e per i nostri gatti far fare il test HCM ai nostri riproduttori. Questo ci aiuterà a capire se i nostri Ragdolls hanno o potranno sviluppare problemi cardiaci. Gli esiti possibili per questo test sono:
Gatto N/N ovvero negativo;
Gatto N/P ovvero positivo eterozigote;
Gatto P/P ovvero positivo omozigote. 
Nel primo caso (N/N) significa che il gatto non ha quel tipo di mutazione ma non significa che un giorno non possa sviluppare l'HCM. 
Nel secondo caso (N/P), significa che il nostro Ragdoll ha una copia della mutazione; di conseguenza potrebbe o no sviluppare HCM ma è più soggetto a sviluppare la malattia rispetto ad un negativo.
Il terzo caso è sicuramente quello più preoccupante e dei gatti a rischio. Ovvero P/P significa che il gatto ha 2 copie della mutazione. Potrebbe o meno sviluppare la malattia. Di solito i cuccioli che nascono P/P muoino alla nascita. Quelli che invece pur essendo P/P sopravvivono difficilmente raggiungono i 2 anni di vita. 
Tutto questo per dire che sicuramente è meglio evitare di far accoppiare un esemplare N/P con un altro N/P o un P/P con un N/P ma che non è assolutamente il caso di sterilizzare ogni Ragdoll N/P, poichè facendo questo si perderebbe moltissimo patrimonio genetico di importantissime e pregiate linee di sangue. Quindi basta prestare attenzione agli accoppiamenti, ricordando sempre e comunque che la percentuale di Ragdoll che muoiono di HCM è bassissima. 
La maniera più sicura per verificare se un nostro gatto ha reali problemi cardiaci è l'ecocardio, fattibile ormai in varie cliniche veterinarie italiane. 
CONCLUSIONE Quindi per concludere, se prima di prendere un Ragdoll avete dubbi o domande, chiedete tutto a un allevatore competente. Là dove la sua esperienza e le sue competenze vi rassicureranno, scegliete il vostro gatto. Se trovate invece persone titubanti, il mio consiglio è: "Lasciate perdere e cambiate strada!" 
Nella scelta di un cucciolo di Ragdoll è bene osservare la figura dell'allevatore. Un allevatore con passione si vede e vi seguirà nella vostra scelta, dandovi il gatto che lui stesso reputa più idoneo a voi. Cercate di scegliere il vostro Ragdoll in un ambiente sano e pulito;poiché un allevamento sano e pulito è già un ottimo punto di partenza!
Una volta preso il vostro Ragdoll, altro importante consiglio è quello di portarlo dal veterinario entro una settimana dalla data di acquisto. 
Un cucciolo vaccinato, o meglio con almeno la prima vaccinazione trivalente, sverminato, ben strutturato, con un bel pelo, gli occhi e le mucose puliti, senza parassiti interni ed esterni, senza ernie e problemi respiratori è un cucciolo sano. 

Teresita Omati

NON ​ABBIAMO CUCCIOLI DISPONIBILI 

 

 

aggiornamento

13 novembre 2018

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